SAGGIO BREVE SULLA RAZZA SETTER IRLANDESE “rosso e bianco”
Per gentile concessione di Rossella di Palma e della rivista “Ti Presento il Cane”
EVOLUZIONE STORICA
Nonostante siano entrambi figli della verde Irlanda e abbiano una radice comune, il setter irlandese e il setter irlandese rosso e bianco sono due razze distinte, che non vanno confuse come spesso accade. Non sono solo le macchie bianche a fare la differenza e, inoltre, secondo i pareri più illustri, il primo vero setter irlandese non fu rosso ma rosso e bianco. Laverack, con grande modestia,affermava che il setter non è che un “épagneul migliorato” : la parola épagneul radice identificativa nei nomi di celebri cani da caccia francesi non è che la versione francofona di “spaniel”. Setters, épagneuls e spaniels hanno dunque un’origine comune, non è difficile rendersene conto,basta osservare la costruzione fisica ed alcuni aspetti morfologici: stesso pelo sericeo, stesse frangiature, medesima colorazione, stessa morfologia braccoide e identica passione sfrenata: la caccia. Certo, qualcuno potrebbe affermare, “ma il setter fa un lavoro diverso da quello dello spaniel”. E ancora, “l’épagneul è progettato per terreni diversi da quelli britannici”. Tutto esatto, sacrosanto, ma qui è entrato in gioco un fattore eterogeno fondamentale, ossia la mano dell’uomo che ha piegato morfologie e attitudini, intervenendo nella selezione e allevamento, secondo il proprio gusto e necessità.

Tornando agli antichi épagneuls, dopo non poche perplessità ed incertezze, gli esperti della razza sembrano ora concordi nell’affermare che sono proprio gli épagneuls continentali impiegati nella caccia alla selvaggina con le reti (il cane segnalava la presenza di selvaggina e la rete veniva gettata) e col falco gli antenati del setter. Qualche perplessità ancora oggi resta sulla data di arrivo degli épagneuls nelle isole britanniche. Risalire ad un’esatta collocazione storica per la maggior parte delle razze,risulta essere il più delle volte lavoro arduo e complesso. Anche nel caso dell’irlandese rosso e bianco. E’ questa una storia che si basa in gran parte su fonti iconografiche (dipinti) e letterarie (si scomoda persino Chaucer, e i suoi “Racconti di Canterbury”). Secondo alcuni autori, cani tipo spaniel erano presenti nelle isole britanniche a partire dal X secolo. I sostenitori di questa tesi citano come prova la presenza della parola “spaniel” nelle ” Laws of Howell”, (leggi di Howell). Howell, secondo la cultura Britannica, è il re buono del Galles del sud e le leggi sarebbero datate 940. Coloro che ritengono le leggi di Howell un elemento importante nella ricostruzione storica attribuiscono ai celti l’introduzione degli épagneuls nelle isole. A riprova di questa tesi ricordano che proprio il Galles, terra delle leggi di Howell, è stato luogo di sviluppo e selezione di razze di tipo épagneul. Altri, invece, al contrario, basandosi su una documentazione più ampia e recente, sostengono che l’arrivo in terra britannica degli spaniels coincida con la fine della guerra santa, ed il ritorno dei crociati dalla Terrasanta: i guerrieri, attratti dalla loro bellezza morfologica, avrebbero portato con sé i bei cani frangiati e l’arte della falconeria. Chaucer, nel suo “Canterbury Tales” (1386 circa) e più precisamente nel Wife of Bath Prologue,cita testualmente “for as a spaniel she wol on him lepe” (riga 273) parla di spaniels: ma per osservare cani più simili ai setters (per morfologia e attitudini,) bisogna attendere quei dipinti del sedicesimo secolo che raffigurano “setting spaniels” ovvero cani che, in posizione semiseduta, segnalano al cacciatore la presenza di una preda, preda da catturare, in questo caso, con la rete.
Con l’avvento della polvere pirica e delle prime rudimentali armi da fuoco ai setting spaniel non fu più chiesto soltanto di “indicare” la selvaggina rimanendo immobili, ma anche l’immobilità al frullo e allo sparo. La storia procede “per dipinti” anche nel diciassettesimo secolo (la più ricca opera iconografica sui rossi e bianchi era al castello di Rossmore, ora distrutto) e a questo punto non è difficile scorgere tra le pennellate delle varie opere dei cani bianchi con grandi macchie rosse molto simili agli attuali setter irlandesi rossi e bianchi intenti a svolgere il loro “mestiere” o al fianco dei loro padroni. Si puo’ parlare già di razza? Non esattamente: questi cani assomigliano per esempio anche a setter inglesi.
Inoltre va ricordato che, anche se da un controllo dell’archivio storico delle società canine britanniche i primi pedigree compaiono nel diciottesimo secolo, per avere cani selezionati sotto l’aspetto morfologico oltre che attitudinale occorre attendere il 1800. La selezione funzionale, invece, era già viva a partire dalla metà del diciottesimo secolo ad opera dei grandi proprietari terrieri che allevavano esclusivamente per la caccia. I criteri di selezione erano di tipo “darwiniano”: solo i migliori venivano accoppiati e mantenuti, non c’era spazio per i mediocri. La spietatezza di questa “SPARTANA” selezione ha fatto del setter irlandese un eccezionale quanto infaticabile atleta e cacciatore. Non fu pero’ solo il criterio “Darwiniano” a trasformare in setter lo spaniel irlandese: nel corso della selezione sono stati fondamentali gli apporti di sangue di altri cani quali il pointer, gli spaniel d’acqua e i cugini inglesi e Gordon.
Ma quale dei due è venuto prima? Il dipinto di Van Dyck ” The Fourth Earl of Pembroke and Family” (1634) raffigura per esempio un cane rosso somigliante all’attuale setter irlandese, ma questo non è molto significativo. Nell’immaginario collettivo odierno si identifica il setter irlandese come un bel cane dal color rosso rubino,acceso,ma di fatto più elementi ci portano a pensare che il setter irlandese fu, all’inizio, rosso e bianco. Il colonnello Millner in un suo libro datato 1924 spiega che il rosso e bianco è un discendente diretto dello spaniel rosso e bianco, mentre il setter rosso deriva a sua volta dal setter macchiato. Laverack, nel capitolo dedicato al setter irlandese, così scrive: ” Vi sono setter irlandesi di altro colore, rosso sangue e bianco (blood red and white) che certe persone asseriscono essere di più antica discendenza e di maggiore durezza che non i setter rosso sangue. I setter delle due varietà […] danno cuccioli di ciascuno dei due colori, cio’ che dimostra evidentemente che questi cani appartengono alla stessa famiglia”.
In un interessantissimo libro scritto da Leighton Boyce, “A Survey of Early Setters”, l’autore sostiene che la creazione di un mantello rosso omogeneo a partire da un bianco rosso avrebbe comportato l’incrocio con cani neri di simile morfologia.
Per contro, anche Laverack parla dell’esistenza di setter irlandesi dal mantello nero e della nascita di cuccioli neri da genitori rossi, tutto cio’ in contrasto con le affermazioni di altri allevatori contemporanei più estremisti che considerano ogni setter irlandese con tracce di pelame nero un setter impuro, uno scherzo della natura. A riprova di queste ipotesi, ancora oggi possono nascere setter irlandesi rossi con macchie bianche, che si presentano in genere sul petto o alle estremità degli arti nonostante i genitori ne siano privi; qualcuno poi racconta più o meno aneddoticamente la nascita di setter neri da padre e madre rossi.( esperienza diretta dello scrivente come risulta da foto in calce) Nel diciottesimo secolo, a causa dell’isolamento geografico, la razza sembrava svilupparsi in tipi “regionali”: ma una cosa era ben chiara, il colore rosso e bianco. La base del mantello è lo stesso bianco perla che vediamo oggi, mentre il rosso poteva essere disposto in grosse macchie, come nei cani che vediamo oggi, o rossi con macchie bianche piccole, in una combinazione chiamata “shower of hail”.
Le macchie potevano anche essere assenti e lasciar prevalere il bianco o in alcuni casi il rosso. Speculazioni a parte, è certo che furono poi i singoli allevatori a selezionare il tipo di mantello che preferivano: c’era chi si dedicava principalmente ai rossi e bianchi, chi al contrario preferiva l’aspetto appariscente dei rossi e chi, ancora, incurante dei mantelli accoppiava solo i migliori cacciatori. Tra i personaggi che (consultando l’archivio storico ed i vari siti della razza,) curarono i primi passi della selezione del setter irlandesi in Irlanda va ricordata la famiglia Mahon (contee di Galway e Mayo) che possedeva setter rossi e bianchi e setter interamente rossi: i loro archivi (documenti che vanno dal 1760 circa al 1840 circa) dicono che i rossi erano meno selezionati, più rari, più grandi dei corrispondenti rossi e bianchi e difficili da addestrare.
Tra i Mahons il personaggio più illustre e attivo nella selezione e l’allevamento fu il reverendo H. Mahon (1750-1838), allevatore di rossi e bianchi; la sua linea di sangue si chiamava “Ahascragh”.Jasin Hazard e The Earl of Enniskillen (contea di Fermanagh), contemporanei di Mahon allevavano invece esclusivamente rossi. Tra gli allevatori di rossi e bianchi si distingue la famiglia Rossmore, originaria delle isole di Aran , che si dedicherà a questi cani per secoli (dal diciottesimo secolo agli inizi del ventesimo secolo) e avrà un ruolo chiave anche nella recente rinascita della razza. I setter della famiglia Rossmore noti anche come Aran setters, è probabile siano stati i primi rossi e bianchi d’Irlanda. In mezzo a tanti uomini il setter irlandese rosso e bianco ebbe anche una “mamma”: Miss Lidwell, di cui scrive anche Laverack elogiandone i cani. Nel 1790 Miss Lidwell possedeva due maschi di questa razza (Old York e Young York) e una cagna di nome Stella: la linea di sangue allevata da Miss Lidwell era vecchia di circa 50 anni e riportava ai cani del Reverendo Stubber e di Mr. O’ Condor di Mount Pleasant.
Altri allevatori, proprietari e utilizzatori del setter irlandese rosso e bianco sono citati in numerosi scritti: ognuno di loro tesseva “l’Omeriana” tela dello sviluppo di questa magnifica razza e delle sue abilità venatorie e nella prima parte del diciannovesimo secolo i rossi e bianchi erano numericamente più presenti nel territorio rispetto ai rossi. Le cose cambiarono pero’ in poco tempo: nel 1863 si tenne a Dublino un esposizione canina, il Rotunda Show; erano iscritti setter rossi e setter rossi e bianchi in buon numero; successivamente causa un interesse crescente verso le esposizioni e quindi verso una valutazione morfologica più che attitudinale, i rossi cominciarono a diffondersi mentre il setter bianco rosso inizio’ il suo declino. Elementi essenziali di questo declino furono tra l’altro, la cultura e lo “stile” americano,il dollaro forte e l’attrazione verso gli indubbiamente più appariscenti mantelli color fuoco; in tale contesto vi fu sempre più richiesta di questi cani e sempre meno interesse per i bicolori. il setter irlandese comunque non è l’unico rosso d’Irlanda: condivide questo splendido colore con l’Irish Water Spaniel, con l’Irish Terrier e con i numerosi uomini e donne irlandesi dai capelli rossi. Comincio’ così quindi la sua “galoppata”verso una maggiore predilezione e diffusione a partire da considerazioni puramente di carattere “estetico” (c’è chi dice: non c’è nulla di più bello che vedere un cane rosso rubino correre su una distesa verde smeraldo). Sta di fatto che nel 1882 il setter irlandese rosso aveva un suo club e nel 1886 ebbe il suo primo standard, standard che considerava il rosso come l’unico colore possibile per un setter irlandese: i rossi e bianchi furono accantonati; scomparsi dai ring d’Irlanda dalle prove di lavoro, (si sa solo di rossi e bianchi esposti in USA fino alla prima guerra mondiale) caddero nell’oblio. Alla fine del XIX secolo il setter irlandese rosso aveva virtualmente eclissato il rosso e bianco che divenne talmente raro da far pensare si fosse estinto. La razza era in declino: alcuni appassionati continuavano a curarne la selezione producendo soggetti di nota (ad esempio Wrestler di Mr. Cooper), alcuni furono esportati in Francia (sotto il nome di setter scozzesi, dall’ isola di Aran da cui provenivano i cani Rossmore) e allevati lì, ma i numeri erano bassi, le presenze nei field trials in calo e il futuro, senza standard e riconoscimenti ufficiali, appariva tutt’altro che roseo. I due setter non differivano solo per il mantello ma anche per morfologia, temperamento e attitudini: il rosso e bianco era meno esile e meno veloce ma aveva una maggior resistenza e addestrabilità. Fortunatamente il Reverendo Noble Houston prese in mano le redini della situazione: Egli viveva a Bally Na Hinch , nell’Irlanda del nord poco distante dalla famiglia Rossmore con cui aveva stretti contatti. Negli anni ’20, al ritorno da fronte della prima guerra mondiale, ricomincio’, aiutato dal cugino Dr. Eliott, ad allevare setter rossi e bianchi, razza che aveva già allevato alla fine dell’800. Il Reverendo decise di annotare accoppiamenti e cucciolate nei registri della parrocchia, prese l’affisso Eldron & Bally na Hinch e iscrisse i setter all’Irish Kennel Club.
Il Reverendo Houston, tra gli anni ’20 e ’40 allevo’ numerosi esemplari di qualità alcuni dei quali furono esportati in Inghilterra, Spagna e Stati Uniti. Nonostante l’opera del Reverendo Houston, i rossi e bianchi non erano ancora salvi e nessuno pareva interessarsi più di tanto al destino di questi splendidi cani fino a che, un giorno, per caso, una giovane studentessa di genetica all’università di Dublino, sì imbatté in una setterina malconcia. Era il 1940 e la ragazza si chiamava Maureen Clark (più nota come Maureen Cuddy dal cognome del marito) e la cagnolina prese il nome di Judith Cunningham of Knockalla. Maureen Cuddy capì di avere per le mani un setter irlandese rosso e bianco di buona qualità, si mise in contatto con il Reverendo Houston che le consiglio’ il padre adatto per i cuccioli di Judith. Judith puo’ essere considerata la capostipite dei rossi e bianchi moderni: da lei Maureen Cuddy sviluppo’ un programma di allevamento con l’affisso Knockalla. Pochi anni dopo, nel 1944, Mrs. Cuddy e il Reverendo Houston fondarono l’ “Irish Red & White Setter Club” regalando a questa magnifica razza uno standard: tra i desideri del club vi era quello di indirizzare gli allevatori a un allevamento consapevole della razza invitandoli a preservarne le qualità venatorie e di accertarsi che i giudici premiassero in expo’ i soggetti la cui morfologia era la più adatta al lavoro. Nel dopoguerra, tuttavia , i rossi e bianchi caddero di nuovo nel dimenticatoio arrivando vicinissimi all’estinzione: nel 1965 gli esemplari puri che si stimavano presenti in Irlanda variavano tra le 16 e le 18 unità! Molti rossi e bianchi non erano registrati, altri erano accoppiati con rossi, capitavano cuccioli rossi e bianchi da genitori rossi ma questi animali, considerati “scarti” venivano fatti sparire dai documenti ufficiali. Ancora una volta Mrs Cuddy, Lord Rossmore e altri appassionati tra cui Padre Doherty corsero in soccorso della “loro” razza che riuscirono a far rinascere sorretti dal patrocinio dell’Irish Kennel Club: questa volta pero’, dato l’esiguo numero di soggetti a disposizione si dovette far ricorso a immissioni di sangue esterno come quello di setter irlandesi rossi che erano pero’ portatori della colorazione rossa e bianca. Più allevatori seguirono questa pratica, tra questi ricordiamo John Nash (all. Monraud) scomparso nel 1990 ma che tanto a dato a questa razza e che negli anni sessanta accoppiava rossi e bianchi ai suoi rossi e John Kerr (Rushfield) che negli anni settanta accoppio’ bianchi e rossi delle line Monraud con altri rossi portatori della colorazione rossa e bianca. Uno dei più importanti cani per la rinascita della razza fu Harlequin of Knockalla nato nell’allevamento di Mrs. Cuddy fu iscritto al Crufts nel 1980: la presenza di Harlequin suscito’ un grandissimo interesse verso la razza e iniziarono a pervenire richieste dall’Inghilterra dove gli allevatori si dedicarono ad una selezione che aveva in mente soprattutto le expo’. L’attuale club di razza “The Irish Red &White Setter Field and Show Society” nacque nel 1981 e attraverso i suoi sforzi e direttive la razza è ben apprezzata in patria e all’estero. L’Irish Kennel Club Riconobbe la razza nel 1984 e nel 1989 fu il turno della F.C.I. La razza ha oggi una buona diffusione oltre che in Inghilterra e Irlanda anche nel resto dell’Europa, negli Stati Uniti e in Canada Nuova Zelanda e in Sud America. Il setter irlandese rosso e bianco gareggia con successo nei field trials contro altre razze di cani da ferma e si ha oggi un discreto numero di campioni di lavoro e di bellezza. In Italia è presente un unico allevamento riconosciuto dall’Enci/FCI, l’allevamento United Spots di Fiorella Mathis a Roma. Il setter irlandese rosso e bianco soffre ancora, in Italia, della scarsa abitudine e conoscenza dei giudici a valutarli secondo il proprio standard ufficiale, soprattutto nel lavoro, e viene giudicato insieme (e secondo lo standard) ai rossi nonostante la morfologia e lo stile siano differenti.
Al di fuori dell’Irlanda ancora oggi i più sconoscono dell’esistenza di due razze di setter irlandesi, ma è pressoché certo che il rosso e bianco sia il più antico dei due e che fu un allevamento mirato a produrre cani dal mantello uniformemente rosso.